Non prego più

Mi dispiace un po’ utilizzare questo titolo ma è la verità: io non prego più. Mi dispiace se qualche sacerdote, o qualche persona devota, leggendomi possa rimanere turbato/a da questo titolo “forte” per un post. Però è così, non prego più.
Non gioisca per la “pecorella recuperata” o almeno non canti vittoria troppo presto neanche chi invece da sempre si professa contro le religioni perché non ho scritto di non credere più, ho soltanto titolato “non prego più”.
È successo qualcosa che mi ha portato a fare ciò? A prendere una simile decisione? Sì. Accade che nella vita si cresce, si matura, si acquisiscono nuove consapevolezze. Così non prego più.
O almeno, non prego più per chiedere al Signore -o ai Santi perché concedano la Loro intercessione- ma mi rivolgo a Lui, spesso, per ringraziarlo di ciò che mi ha dato e che continua a darmi. Semplicemente ho raggiunto la consapevolezza che il Signore, che sa tutto in quanto Onnisciente, non ha bisogno di sentir dire da me cosa ho bisogno. Lui lo sa già. Per cui adesso mi rivolgo al Signore non più con i vari “Ti prego, lo sai che ho bisogno che… ” ma con un sincero “grazie” per quanto mi ha dato sinora in questi 55 anni, per quel che giornalmente mi dà, per quel “pane quotidiano” al quale ha sempre provveduto mettendomi sempre davanti gli strumenti opportuni. Sicuramente ci sono stati e ci saranno momenti “bui”, ma il Signore a dir la verità, non ci ha mai promesso di accendere la luce per noi, bensì di camminarci accanto nelle difficoltà affinché si possa uscire dal buio nel tunnel per vedere nuovamente la luce. E quindi oggi Lo ringrazio per essermi stato accanto nei tanti momenti bui. E Lo ringrazio già adesso per i futuri momenti bui che certamente ancora potrei vivere.
No. Non lo prego per far ritornare quelle persone che hanno scelto di allontanarsi, magari provocandomi un dolore. Ma lo ringrazio per quelle stupende persone che mi ha fatto incontrare e per quelle che mi lascia accanto.
Se prima ho pregato chiedendo perché qualcuna di queste persone “me l’ha portata via”, prendendola a Sé oggi dico “Grazie Signore per queste persone che mi hai messo accanto per un lungo o per un breve periodo che sia…”
Un giorno ho capito che chiedere, chiedere, chiedere non aveva senso. Il Signore non mi ha mai dato ciò che non mi è realmente servito, tutte le persone che ho incontrato buone o meno che fossero mi hanno consentito di continuare a maturare. Allora perché chiedere, pregando? Preferisco pregare ringraziandolo. Lui sa. Io so che Lui sa. E mi basta così.
Per il resto so che devo muovermi io. A volte non comprenderò subito gli strumenti che mi mette innanzi, non importa. Li comprenderò più in avanti, o o forse mai. Ma tanto, saranno sempre quelli più adatti alla situazione contingente. Per cui sì. Non prego più (o almeno, magari qualche volta, giusto per qualche “desiderio specifico” magari prego per “sollecitare”, suvvia!)
Luigi
2 commenti
Giulia · 10/10/2025 alle 21:36
Per chi crede è doverosa una rilettura, una analisi del percorso per cercare altre chiavi di lettura per credere che lassù qualcuno ci voglia bene.
Maria · 26/10/2025 alle 21:01
Dio è grande, Onnipotente.