La vita è una cosa semplice

L’essere umano, per sua natura, ama complicarsi il vivere quotidiano, arrovellato in mille pensieri e in mille misteri, sempre alla ricerca di un lato oscuro della vita come se tutto dovesse costituire una minaccia per se stessi e per l’umanità. Oppure si arrovella in mille pensieri diversi sempre insoddisfatti di ciò che si ha e sempre alla costante ricerca di ciò che non si può avere. È così, un po’ per tutti. Eppure la vita è una cosa semplice.
Io vivo in un villino, poco sopra la circonvallazione di Catania. Non proprio periferia ma neanche centro urbano. Una piccola isola felice nel caos della città. Un villino circondato da un giardino ormai in stato di semi-abbandono (mea culpa) nella zona nord di Catania. Ma non è ciò che voglio raccontarvi in questo breve scritto. Però è una premessa necessaria proprio per spiegare che la vita è una cosa semplice.
La scorsa estate su Catania e in generale in tutta la Sicilia è piovuto veramente molto poco, quasi nulla. A Catania in particolare non abbiamo visto cadere una goccia d’acqua per quasi sei mesi. Questa è ovviamente una sciagura per le colture e per la vita stessa.
Oggi voglio raccontarvi della prima pioggia caduta su Catania, dopo appunto quasi sei mesi o meglio, voglio raccontarvi di come hanno reagito i tantissimi uccellini che fra gli alberi incolti si rifugiano, uccellini che prediligono gli alberi incolti proprio perché dalla chioma più fitta e quindi capaci di proteggerli meglio dalle intemperie e dai predatori naturali.
Un bel giorno la giornata appare finalmente scura, nuvolosa, fra un tuono e un altro inizia a piovere, sempre più. Non un nubifragio ma una pioggia durata oltre un’ora, fitta e costante. Poi il tempo inizia a rasserenarsi iniziando a spuntare fra le nubi qualche timido raggio di sole.
In quel momento accade quel che una persona poco attenta, magari abituata a vivere in città fra i palazzi, non avrebbe mai potuto ascoltare. Gli uccellini, tanti, di tante razze diverse, iniziano a cantare. Tutti insieme, ognuno un loro cinguettio. Tutti diversi eppure tutti simili. Simili perché quel che tutti insieme intonano è una melodia stupenda, degna delle migliori sale concertistiche. I loro canti, fusi insieme in un tutt’uno creano una melodia meravigliosa e ciò che se ne deduce è come la natura sia in grado di armonizzare tutto senza bisogno di particolari istruzioni.
Sarebbe stato opportuno registrare quel suono, averne memoria per quei momenti della vita in cui si ha bisogno di ottimismo, allegria, voglia di vivere. La cosa incredibile è come tanti suoni diversi riuscissero insieme a formare un’unica melodia. Razze diverse… passeri, rondini, merli, colombi e chissà cos’altro. Eppure “uniti” in un canto liberatorio, un canto capace di esprimere felicità per l’avvenuta pioggia perché -voi non ci crederete- un animale, un uccellino come una lucertola, sa bene quanto la pioggia sia fondamentale per l’esistenza della vita stessa. E poi, a completare la coreografia, la loro danza nel cielo. Tutti insieme, razze diverse che proseguirono il loro canto iniziando a volare liberi nell’aria, voli densi di improvvisata (ma non troppo forse) coreografia. Tutti precisi nel compiere voli lontani e precisissimi nel loro ritorno al nido, ognuno al suo nido, senza esitazione o dubbio. Cerchi nell’aria geometricamente perfetti. E la danza delle rondini, uno spettacolo nello spettacolo.
La natura che manifestava in quel modo la felicità per qualcosa di atteso, quella pioggia che per loro uccellini è vita perché significa piante, semi, fiori e frutti. La vita felice di se stessa perché mentre noi amiamo complicarcela, in se la vita è una cosa semplice.
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